SCHEDA
| Carriera | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| STAGIONE | SQUADRA | TORNEO | PRESENZE | RETI | NOTE |
| 2011/2012 (da Febbraio) | Udinese | A | 1 | 1 | Tabellone Completo |
| 2011/2012 (fino a Gennaio) | Juventus | A | 8 | 0 | Tabellone Completo |
| 2010/2011 | Napoli | A | 31 | 1 | Tabellone Completo |
| 2009/2010 | Napoli | A | 33 | 2 | Tabellone Completo |
| 2008/2009 | Napoli | A | 29 | 1 | Tabellone Completo |
| 2007/2008 (da Febbraio) | Napoli | A | 13 | 0 | Tabellone Completo |
| 2007/2008 (fino a Gennaio) | Fiorentina | A | 8 | 0 | Tabellone Completo |
| 2006/2007 | Fiorentina | A | 21 | 0 | Tabellone Completo |
| 2005/2006 | Fiorentina | A | 23 | 0 | |
| 2004/2005 | Udinese | A | 26 | 0 | |
| 2003/2004 | Udinese | A | 26 | 0 | |
| 2002/2003 | Foggia | C2 | 33 | 1 | |
| 2001/2002 | Foggia | C2 | 32 | 4 | |
| 2000/2001 | Foggia | C2 | 21 | 1 | |
| 1999/2000 | Foggia | C2 | 2 | 0 | |
LA GAVETTA
Michele dà i suoi primi calci al pallone nelle file della locale formazione giovanile del Gruppo Sportivo Apocalisse San Severo dello zio Luigi Cassone, anch'egli ottimo calciatore con esperienze in serie D.
I nero-azzurri sanseveresi, da sempre fucina di ottimi talenti, hanno mostrato ancora una volta di saperci fare, e dopo i primi campionati provinciali nelle categorie Primi Calci, Pulcini ed Esordienti, Michele Pazienza spicca il volo verso i lidi che più contribuiranno alla sua fin qui prestigiosa carriera: il settore giovanile del Foggia Calcio.
Nonostante ciò Michele non dimentica gli anni passati sui polverosi campi della periferia sanseverese, serbando sempre un commosso ricordo degli insegnamenti dello zio che gli "ha dato le basi su cui poter lavorare; gli ha insegnato le regole da rispettare per imparare sempre di più e diventare un buon giocatore".
A 12 anni Michele, dopo un provino non troppo fortunato presso il settore giovanile della sua squadra del cuore, l'Inter di Beppe Baresi, viene prelevato dal Foggia Calcio, che già lo seguiva da parecchi mesi. In seguito vivrà sei anni di duri sacrifici, fatti di continui viaggi in autobus e treno, rendimento altalenante a scuola, duri allenamenti, poche occasioni per stare con gli amici e vivere la propria vita di adolescente. Ecco come lui stesso descrive quegli anni:
"sveglia alle 8, e alle 8 e 20 ero già a scuola (non chiedetemi come ci riuscivo); alle 12 uscivo con regolare permesso per correre a casa dove mi aspettava la mia pazientissima mamma con la mia solita pasta asciutta e poi subito in stazione per raggiungere Foggia a seguire gli allenamenti (diverse volte non riuscivo e mi accompagnava mio padre). Il ritorno a casa era previsto per le 19/19 e 30; tornato a casa studiavo quel tantino che mi garantisse la sufficienza. Gli unici piccoli svaghi erano i videogiochi e la Tv".
Anni di duro lavoro, densi comunque di soddisfazioni fino all'agognata ricompensa; a diciotto anni Michele firma il suo primo contratto da professionista con il Foggia Calcio ("con i primi soldi mi comprai la mia Ford Focus", ricorda).
Pazienza serba un continuo grato ricordo delle persone che hanno contribuito alla sua crescita calcistica presso il capoluogo dauno: da mister Cosmano, scomparso qualche anno fa, a mister Salatto, fino al coach che lo lancia in prima squadra, Lorenzo Mancano, già suo allenatore nella Berretti. Siamo nel campionato 1999/2000 e Michele fa il suo esordio con i satanelli nel campionato di serie C2; nei quattro anni seguenti collezionerà 88 presenze e 6 goal con la maglia rossonera, contribuendo alla promozione in serie C1 a termine della stagione 2002/03. Di quelle quattro stagioni Michele conserva vividi ricordi soprattutto dei mister: Braglia, Bruno Pace ("la persona più trasparente e vera che io abbia mai conosciuto"), Arcoleo, Florimbi, fino al maestro Pasquale Marino, artefice della promozione in C1. Menzione anche per i suoi compagni più cari nell'avventura foggiana, perchè, come lo stesso Michele afferma, non è facile trovare vere amicizie nel difficile mondo del calcio: il duca Elio Di Toro, il bomber Antonio La Porta e il saggio Giuseppe Di Bari.
GLI ANNI DELLA SERIE A
Nel 2003/04 Michele Pazienza approda in serie A, dopo l'entusiasmante campionato promozione col Foggia (a tal riguardo cominciano a fioccare i primi attestati di stima da parte della stampa specializzata nazionale, con un reportage di tre pagine dedicatogli dal prestigioso Guerin Sportivo, a firma di Gianluca Grassi). A prelevarlo è l'Udinese del patron Pozzo e di mister Spalletti per inserirlo in una formazione dalle grandi potenzialità, annoverando tra gli altri il danese Martin Jorgensen, il cileno David Pizarro, l'argentino Roberto Nestor Sensini, il ceco Marek Jankulovski, suo ottimo amico, il bomber Vincenzo Iaquinta. L'Udinese giungerà settima, totalizzando 50 punti, frutto di 13 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte. Michele totalizzerà 26 presenze in campionato e 2 in Coppa Uefa (l'Udinese sarà eliminata nel primo turno dall'Austria Sv Salzburg).
La seconda stagione nell'Udinese è quella del trionfo con l'insperata qualificazione in Champions League. L'Udinese della definitiva esplosione di Pizarro, Jankulovski, Muntari, Iaquinta, Di Michele, Di Natale, chiuderà il campionato al 4° posto, totalizzando ben 62 punti uno in più della Sampdoria. Pazienza è uno degli artefici della grande cavalcata, essendo stato impiegato per ben 26 volte e avendo addirittura sostituito in cabina di regia lo squalificato Pizarro in occasione della penultima sfida in casa del Cagliari.
Il resto è storia nota; Michele viene ceduto in prestito alla Fiorentina proprio l'ultimo giorno del mercato estivo 2005/06. All'inizio è accolto con diffidenza dal difficile pubblico viola ma nonostante una folta concorrenza nel reparto centrale gigliato con i vari Donadel, Brocchi, Fiore, Montolivo, riesce poco a poco a conquistarsi in primis la fiducia di mister Prandelli e poi dell'intera tifoseria che lo ha ormai eletto al rango di beniamino. L'abnegazione di Pazienza dà i suoi frutti e dopo una serie di gagliarde prestazioni (emblematico il modo in cui annulla Patrick Vieira della capolista Juventus in occasione della sfida casalinga del 4 dicembre 2005), sembra ormai aver guadagnato i galloni del titolare. Purtroppo la rottura del crociato anteriore di un ginocchio, avvenuta il 5 marzo 2006 in occasione di Fiorentina - Siena, ne ha frenato lo slancio; sono comunque ventitre le presenze totalizzate dal centrocampista dauno che ne hanno valso la riconferma alla corte di Prandelli, nonostante la serrata corte del Napoli neo-promosso in serie B.
Michele è tornato a calcare i campi di gioco durante 2006/07 in occasione della sfida casalinga contro il Parma del 20 settembre, subentrando al 49° al posto dell'infortunato Blasi e ricevendo un caloroso bentornato dal folto e caldo pubblico gigliato. A fine stagione collezionerà 21 presenze in campionato, contribuendo attivamente alla qualificazione in Coppa Uefa dei gigliati, pesantemente penalizzati ad inizio stagione per lo scandalo Calciopoli (senza penalizzazione, i viola si sarebbero qualificati per i preliminari di Champions League).
Il 2007/08 è l'anno più difficile dei cinque vissuti in serie A. Complice anche una non perfetta condizione fisica, martoriata da continui infortuni muscolari, ed un rapporto con una parte della tifoseria viola che va deteriorandosi, Michele decide di provare una nuova esperienza in occasione del 'Mercato di Riparazione'. A farsi avanti è nuovamente il Napoli che, proprio durante l'ultimo giorno utile per le contrattazioni, strappa il si del giocatore e della società viola. Michele si trasferisce nel Capoluogo Campano, avvicinandosi anche alla sua San Severo, pronto a partire per una nuova avventura. Così il suo ex-compagno di reparto, il fiorentino Marco Donadel ha commentato la cessione di Michele agli azzurri: "L'addio di Pazienza? In generale siamo un pò abituati a questi cambi di mercato. Le voci a volte disturbano, ma per ora siamo rimasti tutti tranquilli. E' stata una scelta di Michele. Sono felice per lui, ma credo che ci avrebbe fatto comodo da qui fino alla fine della stagione".
L'inizio dell'avventura napoletana non è dei migliori. Complice anche una condizione fisica che stenta a decollare, Michele non sembra incidere più di tanto nel gioco voluto dall'allenatore Edy Reja. Il mediano pugliese sconta anche un difficile ambientamento nella realtà di una grande città come Napoli, dove le pressioni per il gioco del calcio non possono non lasciare indifferenti. Al termine della stagione 2007/08, il numero 5 collezionerà 13 presenze all'ombra del Vesuvio (8 da titolare), alle quali vanno aggiunte le 8 (3 da titolare), maturate fino a gennaio con la casacca della Fiorentina.
Anche la seconda stagione in maglia azzurra vede Michele splendere a corrente alternata. Dopo l'ottimo inizio di stagione, il Napoli cala repentinamente nella seconda metà del campionato, e lo stesso Pazienza è messo più volte in discussione dai propri tifosi. La più grande soddisfazione dell'intera annata è comunque la realizzazione del primo goal in assoluto in serie A. Dopo 130 presenze di campionato tra Udinese, Fiorentina e Napoli, al minuto 43' del match disputatosi sabato 13 dicembre 2008, al San Paolo di Napoli tra la squadra locale ed il Lecce, valevole per la 16° della serie A Tim, 2008/09, il centrocampista sanseverese corona il sogno del primo goal in serie A. Subentrato da appena sette minuti al compagno di squadra Hamsik, Michele è stato artefice di una giocata pregevolissima, preparata stoppando con precisione di petto la palla e concludendo con un destro ad incrociare che non ha lasciato scampo al portiere Benussi. Un goal che il mediano dedica in particolar modo alla madre Giuseppina, alla figlia Rebecca che da tempo gli chiedeva di segnare, ed alla moglie Lorena. La stagione termina con il Napoli al 12°posto e fuori da ogni possibile lotta per un piazzamento europeo. Michele collezionerà 29 presenze (17 da titolare), con l'unico goal contro il Lecce a referto.
Il 2009/10 è l'anno della svolta nella carriera del mediano foggiano. Roberto Donadoni, allenatore azzurro subentrato all'esonerato Reja sul finire della stagione precedente, crede poco nelle qualità di Pazienza, ma i risultati stentano ad arrivare. Dopo sette giornate la squadra campana ha collezionato appena sette punti con una differenza reti di meno sette. Donadoni viene esonerato e al suo posto subentra Walter Mazzarri. L'allenatore livornese è un toccasana per l'intero ambiente ed anche Pazienza ne subisce l'influsso positivo. Nel 3-5-2 allestito da Mazzarri, Pazienza diviene in breve tempo un titolare imprescindibile in coppia con Gargano a sostegno di Hamsik, scalzando altri centrocampisti del calibro di Cigarini. Pazienza fa letteralmente innamorare di sè il pubblico del 'San Paolo' grazie a prestazioni gladiatorie che contribuiscono al raggiungimento del 6°posto finale della compagine campana, con conseguente accesso all'edizione 2010/11 di Europa League. Pazienza colleziona 33 presenze complessive, ventisette delle quali da titolare, siglando ben due goal: (il 13 dicembre, 16°giornata), contro il Cagliari (3-3), goal del momentaneo 2-0, e il successivo 6 gennaio a Bergamo contro l'Atalanta, quando al 13' del primo tempo mette in rete di testa il goal del definitivo 2-0 sugli sviluppi di un corner. In tale occasione Michele Pazienza viene designato come uomo partita 'Sky' per la prima volta in assoluto.
Il 2010/11 si apre con i preliminari di Europa League ed in particolare con la doppia sfida contro gli svedesi dell'Elfsborg. Pazienza riparte quindi da dove aveva lasciato, contribuendo con grinta e forza alla doppia affermazione partenopea ed al successivo passaggio alla fase a gironi della competizione ...
