Pazienza, solito guerriero, il rinnovo e' piu' vicino

L'uomo mascherato era un centrocampista che faceva la spola tra campo (poco) e panchina (tanta) prima di essere riportato alla ribalta da Mazzarri. Pazienza, l'uomo mascherato, è stato uno dei protagonisti nella scalata del Napoli in Europa. Anche ieri ha giocato con la protezione approntata dal medico sociale De Nicola e dall'otorino D'Angelo per proteggersi dopo la frattura al setto nasale, subita in campo a Bari.

È stato impeccabile, non ha concesso spazi all'avversario, ha lottato e offerto pregevoli servizi ad attaccanti ed esterni. Un giocatore rivalutato e trasformato, quel mediano che era stato scelto nel gennaio 2008 dall'ex direttore generale Marino. Non trovava spazio nella Fiorentina di Prandelli e il Napoli ricorse a lui per mettere un altro giocatore a disposizione di Reja perché in quei mesi era incerto il destino della squadra, non si capiva se avrebbe lottato per la salvezza o per l'Europa.

Sarebbe arrivata all'ottavo posto e all'Intertoto. Pazienza aveva giocato una partita da titolare nella prima parte della stagione, gestita da Donadoni. Dalla seconda gara del ciclo Mazzarri, quella vinta a Firenze, è stato titolare. Promosso perché l'allenatore gioca con due mediani.

Michelino ha avvertito la fiducia anche dei compagni e dell'ambiente: per lui sono stati soltanto applausi al San Paolo, laddove prima aveva ascoltato fischi. La sua crescita è stata colta da De Laurentiis e dal ds Bigon: pronto il rinnovo del contratto per il ragazzo foggiano che sembrava destinato a una luminosa carriera, quando compì il grande salto in serie A, trasferendosi a Udine.

Autore di due gol in trentuno partite, Pazienza non si era lasciato andare nei momenti di sconforto, né si esalta ora. Perché, come scrive sul suo sito internet, per arrivare «ho sudato molto più delle proverbiali sette camicie, ho sofferto ma mai mollato». Uno così non poteva non piacere a Mazzarri.

Fonte: Il Mattino

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